lunedì, maggio 31, 2010

Pre-partita a Twickenham

Prima della partita sono andato a vedere cosa succedeva fuori dallo Stadio ed ecco cosa ho trovato, le immagini fatte con il blackberry parlano meglio di 1000 parole.

Lo Stadio

Statua fuori dallo stadio

Entrata principale

I Tifosi


Le attrazioni fuori dallo Stadio


Lo Stadio Dentro

I Saracens (brutta foto!)


I Tigers (Idem per la foto)


THE MATCH!!! (Ugly photo again :op )

Bene con queste foto ho cercato di raccontare l'evento, che lasciatevelo dire è stato Bellissimo, l'anno prossimo spero di tornarci, e speriamo di trovare di nuovo i Saracens!!! (senza gufare)

sabato, maggio 29, 2010

Finale

Dopo tanti mesi sono di nuovo a scrivere un post sul mio blog, in questo momento sono in Albergo e alla televisione viene trasmesso un programma sulle macchine inglesi inventate durante la seconda guerra mondiale (molto interessante!); ma la ragione della mia visita a londra oltre al lavoro è l'opportunità di assistere alla finale del campionato Inglese di Rugby altrimenti denominato Guiness Premiership tra i Leicester Tigers ed i Saracens del mio amico Colin, per i quali tiferò visto che mi hanno invitato alla loro festa pre-partita.

Per l'occasione ho portato la maglietta degli Arieti che indosserò nello stadio a Twickenham, ora rimane solo l'attesa del fischio iniziale.

mercoledì, gennaio 20, 2010

Discorso di Steve Jobs

Un mio caro amico mi ha passato un e-mail che conteneva questo discorso in Spagnolo, ho cercato una traduzione in Italiano ed eccola qui, ho deciso di creare questo post perchè mi sembra veramente un discorso pieno di fiducia nella vita e sinceramente mi ha emozionato:






Discorso di Steve Jobs a Stanford (2005)


Traduzione di Carlotta Cerri


È per me un onore essere qui con voi, oggi, alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per essere onesto, questa è l’esperienza più vicina ad una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.


La prima storia riguarda l’unire i puntini.
Lasciai il Reed College dopo il primo semestre, ma continuai a frequentare in maniera ufficiosa per circa 18 mesi prima di abbandonare definitivamente. Perché mollai?
Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata e decise di darmi in adozione. Credeva fortemente che avrei dovuto essere cresciuto da persone laureate e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare alla nascita da un avvocato e da sua moglie. Quando arrivai al mando, però, loro decisero all’ultimo minuto che preferivano una bambina. Così i miei genitori, che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?”. Loro risposero: “Certamente”. Solo dopo, mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Accettò di farlo mesi dopo, solo quando i miei genitori promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.
Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno costoso tanto quanto Stanford e tutti i risparmi dei miei genitori finirono nelle tasse universitarie. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, a spendere tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando una vita intera. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Era piuttosto spaventoso all’epoca, ma guardandomi indietro è stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo stesso in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi entusiasmavano e cominciai invece a frequentare quelli che trovavo più interessanti.
Non fu tutto rose e fiori. Non avevo più una camera nel dormitorio ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al negozio le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. E tutte le domeniche camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente l’unico buon pasto della settimana all’Hare Krishna. Adoravo tutto questo. E quello che trovai seguendo la mia curiosità e la mia intuizione risultò, solo dopo, essere senza prezzo.
Vi faccio subito un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la migliore formazione del Paese in calligrafia. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con grafie bellissime. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri serif e sans serif, la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, quello che rende eccezionale un’eccezionale stampa tipografica. Era bello, storico, artistico e raffinato in un modo che la scienza non è in grado di offrire e io ne ero completamente affascinato.
Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, tutto quello che avevo imparato mi tornò utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una bellissimo tipografia. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi mai partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto caratteri tipografici differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non avrei mai frequentato quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità tipografiche che ora hanno. Chiaramente, quando ero al college, era impossibile unire i puntini guardando al futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardarmi indietro.
Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi indietro. Dovete aver fiducia che, in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e ha sempre fatto la differenza nella mia vita.


La mia seconda storia riguarda l’amore e la perdita
Io sono stato fortunato: ho trovato molto presto quello che amo fare. Io e Woz fondammo la Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Lavorammo duramente e in 10 anni Apple, da quell’azienda fatta di noi due e un garage, si è trasformata in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima realizzavamo la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io compivo 30 anni. L’anno seguente fui licenziato. Come si fa ad essere licenziati dall’azienda che tu stesso hai creato? Facile: quando Apple divenne più grande, assunsi qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me e per il primo anno le cose andarono molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro cominciarono a divergere e alla fine arrivammo ad uno scontro. Quando questo successe, la commissione dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni, io ero fuori. E in maniera piuttosto plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era perso e io devastato.
Per alcuni mesi non seppi assolutamente che cosa fare. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu talmente un fallimento pubblico che presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: amavo ancora quello che avevo fatto. Ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato di un bit questo amore. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne resi conto allora, ma essere licenziato dalla Apple era stata la miglior cosa che mi potesse capitare. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un’altra azienda chiamata Pixar e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar produsse il primo film d’animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più famoso al mondo. In un significativo susseguirsi di eventi, la Apple comprò NeXT, io ritornai alla Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è ora il cuore dell’attuale rinascita di Apple. E io e Laureen abbiamo una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina molto amara, ma credo che il paziente ne avesse bisogno. Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa. Ma non perdete la fede. Sono convinto che l’unica cosa che mi trattenne dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quello che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre più bello con il passare degli anni. Perciò continuate a cercare finché non lo avrete trovato. Non vi accontentate.


La mia terza storia riguarda la morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta era “no” per troppi giorni di fila, capivo che c’era qualcosa che doveva essere cambiato.
Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai trovato per fare le grandi scelte della mia vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutte le paure di imbarazzi o fallimenti – svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore per non cadere nella trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.
Circa un anno fa mi fu diagnosticato un cancro. Alle sette e mezzo del mattino feci la scansione che mostrava chiaramente un tumore al pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che avrei avuto si e no 3 mesi di vita. Mi dissero di andare a casa e sistemare le mie faccende (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa che dovevo prepararmi a dire ai miei figli, in pochi mesi, tutto quello che pensavo di avere ancora una vita per dire. Significa che dovevo essere sicuro che tutto fosse organizzato in modo tale che per la mia famiglia fosse il più semplice possibile. Significa che dovevo dire i miei “addii”.
Vissi con il responso di quella diagnosi per tutto il giorno. Quella sera mi fecero una biopsia, in cui ti infilano un endoscopio giù per la gola, attraverso lo stomaco fino all’intestino per inserire un ago nel pancreas e prelevare alcune cellule del tumore. Io ero sotto anestesia, ma mia moglie – che era lì – mi raccontò che quando i medici videro le cellule al microscopio iniziarono a piangere, perché avevano appena scoperto che avevo una forma di cancro molto rara e curabile con un intervento chirurgico. Mi sottoposi all’intervento chirurgico e adesso sto bene.
Quella fu la volta in cui mi avvicinai di più alla morte e spero che, per qualche decennio, sia anche l’ultima. Essendoci passato, posso parlarvi adesso con un po’ più di certezza di quando la morte fosse per me solo un concetto astratto.
Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. Ma comunque la morte è la meta che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è come deve essere, perché molto probabilmente la morte è la più grande invenzione della vita. E’ l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Ora, il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico, ma è la pura verità.
Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. In qualche modo loro sanno che cosa volete veramente. Tutto il resto è secondario.
Quando ero ragazzo esisteva una meravigliosa rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci mise dentro tutto il suo tocco poetico. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e dell’editoria elettronica, quindi la rivista era interamente creata con macchine da scrivere, forbici e polaroid. Era una specie di Google in versione cartacea, 35 anni prima che Google fosse inventato: era idealistica, traboccante di strumenti chiari e concetti meravigliosi.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina di questo numero c’era una fotografia di una strada di campagna al mattino presto, quel tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete abbastanza avventurosi. Sotto la foto erano scritte queste parole: “Stay Hungry. Stay Foolish”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish. Grazie a tutti.






Leggete il discorso in lingua originale: Stay Hungry, Stay Foolish.






domenica, gennaio 17, 2010

Viaggio

Sono a Londra, pronto a partire per l`Australia facendo scalo a Dubai, credo che faro' un sacco di foto piano piano cerchero' di pubblicarle e dire qualcosina... ecco la prima

mercoledì, agosto 26, 2009

Racconto dall'inferno

Ciao a tutti,

continuo a segnale articoli di giornale:

link a Reppublica.it

domenica, agosto 23, 2009

Grande cricket !!!


Ciao a tutti, riccomi, il mio blog mi sembra una raccolta di articoli di giornale (ultimamente) ma non so resistere, un piccolo estratto: «Quattro anni fa Man ci ha battuto di cento punti. Dedico il titolo a Bossi perché questa vittoria dimostra che non è vero che gli extracomunitari danno solo guai, ma danno anche lustro all'Italia. E credo anche che i ragazzi conoscano l'inno di Mameli».


Ecco il link:

link al Corriere della Sera

ps: Bossi PUPPA!!!!

mercoledì, agosto 19, 2009

ma possiamo ancora rimanere in balia di questi cretini?


Eccomi, dopo la notizia che ho trovato oggi sulla Repubblica ( Fiction in dialetto, burkini e kebab vietati Non solo gabbie nella calda estate leghista ) mi chiedo se possiamo rimanere ancora in balia di questi stronzi, razzisti,  bastardi della lega, (mi rifiuto di mettere la maiuscola); dove arriveremo se continuiamo di questo passo?, chi non parla begamasco e non mangia polenta e merda tutti i giorni non ha diritto a vivere e lavorare, ripeto LAVORARE! in questo che una volta si poteva definire il bel paese, provateci voi, oggi a vivere da immigrato qui oppure provateci in paesi che riteniamo "indietro" tipo Grecia, Spagna, Portogallo, ecc... 

Concludo: lega merda!

venerdì, giugno 05, 2009

Secondo giorno...

Anche la seconda giornata è andata molto bene tra principi, principesse, topi, paperi ecc...; la mattina appena alzati ci siamo accorti che Sara era piena di macchie rosse, mica male come inizio, abbiamo deciso di andare al parco lo stesso, in quanto pensiamo sia più una reazione allergica che altro; la sera siamo partiti per Parigi dove abbiamo fatto una caccia al tesoro per trovare l'appartamento, mi spiego meglio; avevamo un indirizzo del residence dove avremmo trovato le chiavi, siamo andati li, c'era una piccola cassaforte dove abbiamo inserito il codice che avevamo, dentro c'era una busta con l'indirizzo da raggiungere e tutti i codici per aprire le porte ecc... Tutto sommato è andata bene non ci lamentiamo.
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mercoledì, giugno 03, 2009

Fine giornata 1

La giornata è finita, sono successe un sacco di cose; tanto per cominciare direi che non finisco di stupirmi dei Francesi, arrivati alla gare de Lyon ci rechiamo all'ufficio informazioni "internazionali" e ci scontriamo con il piccolo problema che il personale parla solo francese e linguaggio dei gesti di periodo neanderthaliano, dopo un po ci spedisce ad un'altro ufficio info/biglietteria, lingue parlate: come sopra, chiediamo un abbonamento totale alla metro per 5 gg. Invece finiamo con uno di 3 e l'indicazione per cambiare la metro e giungere ad Eurodisney, quest'ultima viene da noi disattesa ma arriviamo senza alcun cambio e con nuovi biglietti.

Una volta giunti al parco giriamo una mezz'oretta prima di capire che per andare in albergo bastava recarsi a 50 metri da dove eravamo arrivati e prendere la navetta.

Il resto del pomeriggio fila liscio tra il pranzo al planet Hollywood, le montagne russe degli aerosmith e topolino fluorescente; a cena siamo andati al buffalo bill's wild west show, dove abbiamo pagato 250 Euri in 4 per vedere lo spettacolo e cenare a base della miglior cucina Americana: fagioli,pollo, salsiccia, costole e patate (secondo me di plastica); ci siamo divertiti tutto sommato ed i piccoli sono contenti che è quello che conta!


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martedì, giugno 02, 2009

Viaggio a Parigi con la Famiglia 1

Ieri siamo partiti con la famiglia per Parigi ed Eurodisney; per la prima volta tutti abbiamo dormito in treno nelle carrozze letto, è andata molto bene fino a ora... Appena arrivato ho trovato il cartello che ho fotografato, mi chiedo sarà veramente un posto magico?
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lunedì, maggio 18, 2009

Il classico è sempre il classico

Sono nel negozio di scarpe con mia moglie per scegliere un paio di converse, non credevo fosse così difficile... Parliamo sempre di un classico no?

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mercoledì, maggio 13, 2009

La nuova frontiera del blog

Da oggi ho attivato la possibilità di postare tramite e-mail, non ho più scuse.
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lunedì, aprile 20, 2009

Ecco quelli della tolleranza zero per le droghe, e l'informazione di regime


Vi chiedo solo di leggere la seguente notizia dalla radio televisione Svizzera, l'unica cosa che mi chiedo e come mai in Italia non ne abbiamo saputo niente?

link:

collegamento al sito contenente la notizia

giovedì, febbraio 26, 2009

Bruciano i ricordi




Sinceramente, mi dispiace un sacco per la perdita di questa chiesa, per tanti motivi, li ho fatto il battesimo, la prima comunione, ma sopratutto abitandoci accanto ci ho giocato un sacco, la conoscevo come le mie tasche, credo che sia bruciata anche una parte importante dei miei ricordi.

domenica, febbraio 22, 2009

Apple is Better!



Ho le prove di perchè Apple è meglio,

Ieri sera a cena per tenere buona la mia piccola principessa di due anni, gli abbiamo dato l'ipod per vedere un cartone di Mr. Bean e poi ha giocato con l'iphone di mamma, la scoperta è avvenuta con quest'ultimo, dopo alcuni minuti ha ignorato completamente il cartone, ha imparato a sbloccare il "telefono" poi è andata nella funzionalità di lettore mp3 ed ha usato la cover flow per scegliere la canzone del trenino thomas che voleva ascoltare, così sono trascorsi all'incirca 30 minuti che a due anni vi garantisco che sono tanti, quindi mi viene da pensare che se un piccolo di due anni dopo 30 secondi capisce come funziona un iphone cosa può fare l'adulto medio? a voi la risposta, Apple is Better!

giovedì, febbraio 19, 2009

La crisi economica miete vittime..

Oggi ho scoperto che anche tra le aziende che sono da sempre i nostri miti, aziende nelle quali ci sarebbe piacuto trovare un'impiego, la crisi è più presente e tangibile di quanto si pensi, tanto da poterla misurare in licenziamenti:

http://www.techcrunch.com/layoffs/

mercoledì, febbraio 18, 2009

Non capisco come si faccia ancora a chiamarlo onorevole!

Il presidente del consiglio, alta carica dello stato continua a far parlare di se, specialmente per il suo brutto vizio di voler essere simpatico a tutti i costi, mi chiedo come si faccia in un discorso ufficiale ad umiliare ancora la memoria di 5000 desaparecidos dicendo che venivano portati a giocare con la palla!, personalmente mi sarebbe piaciuto vederlo in Argentina durante il regime a fare i suoi intrallazzi, a costruire Buenos Arires 2, Argenset, ed altre manfrine come quelle che ha fatto in questo paese, non che la classe politica Sudamericana sia piena di santi, ma di quest'uomo veramente non ne posso più!.

Dal Giornale argentino El Clarin:

SEGUN LA PRENSA ITALIANA, LO HIZO DURANTE UN DISCURSO ELECTORAL EN CERDEÑA, EL PASADO FIN DE SEMANA

Berlusconi: escándalo por un chiste sobre los desaparecidos argentinos

Se burló de los vuelos de la muerte y del destino de los secuestrados.

Por: Julio Algañaraz
Fuente: ROMA. CORRESPONSAL

LARGA LISTA DE DERRAPES. BERLUSCONI SUELE NEGAR SUS DECLARACIONES POLEMICAS. TODAVIA NO SE PRONUNCIO.
Parece inaudito y no es imposible que, como hace siempre, Silvio Berlusconi niegue haber dicho lo que dijo. Pero esta vez se pasó de la raya con un chiste que ofende la memoria de los desaparecidos y "alivia" la mano de sus asesinos. En Cagliari, la capital de Cerdeña, dedicó una parte de su discurso en un mitin de la campaña electoral, el sábado pasado, a su plato fuerte: los chistes, o como dicen los italianos le barzellette.

Inesperadamente le llegó un nuevo tema sobre el que nunca había hablado, ni siquiera en serio. Los miles de desaparecidos durante la dictadura militar argentina. Muchos fueron arrojados de los aviones. "Eran bellas jornadas, los hacían descender de los aéreos".

No fue clara la razón para haber dicho semejante cosa. Pero el enviado del diario L'Unita, Marco Bucciantini, informó en una crónica de la frase infame.

De aquel discurso debe haber una versión grabada. Si Berlusconi no hizo otro de sus chistes terribles, el gobierno argentino no deberá pedir explicaciones y protestar tras investigar el caso.

Puede ser que haya querido Berlusconi burlarse del tema desaparecidos. La justicia italiana estudia la extradición del almirante Emilio Massera, represor que dirigía a los verdugos de la "Fuerza de Tareas" de la Escuela de Mecánica de la Armada. Por las mazmorras de ese campo de exterminio pasaron 5.000 detenidos y la mayoría desaparecieron tras sufrir tormentos y "traslados". Entre ellos, la sobrina de este corresponsal, Patricia Villa Algañaraz, de la agencia Interpress Service, arrojada de un avión.

Massera era como Berlusconi miembro de la logia masónica Propaganda Dos, P2, dirigida por el Maestro Venerable Licio Gelli, que fue disuelta por el Parlamento italiano tras contaminar la vida del país más que ninguna otra organización. Esa adhesión a la P2, que al principio Berlusconi negó hasta que la justicia le probó lo contrario, era tal vez otro de sus chistes.

La colección de gaffes y metidas de pata es enorme porque "il Cavalliere" no puede con su genio. Una de las últimas fue llamar "bronceado" (que en Estados Unidos es un insulto racial) al presidente Barack Obama. Por supuesto dijo, guiñando un ojo con su vasta sonrisa, que era un cariñoso adjetivo.

Otra vez, a un periodista inglés, que es actualmente el alcalde conservador de Londres, le dijo que la única represión de Mussolini había consistido en mandar de vacaciones a los opositores a varias islas. Se refería a los confinamientos. Después lo negó, pero sus amigos ingleses insistieron en que lo había dicho.

Durante la campaña electoral de 2006 se hizo el gracioso con los chinos. Pidió a la multitud que leyeran el libro rojo del comunismo. "Descubrirán que Mao no se comía a los chicos crudos pero los había hervido para fertilizar los campos", dijo. El gobierno de China no lo apreció.

La mayoría de los italianos le perdonan todo, ríen con él. También en 2006 dijo que confiaba en la inteligencia de los italianos cuando fueran a las urnas y esperaba "que no haya boludos capaces de votar contra sus intereses". La izquierda protestó inútilmente, cada día cosecha menos votos.

A veces hace líos en las citas, pero esto aumenta su popularidad. "Los fundadores de Roma fueron Rómulo y Rémolo", dijo en otra ocasión causando hilaridad por su retorsión histórica contra el pobre Remo. Las mujeres son su especialidad y le costaron una pública crisis matrimonial cuando su esposa Verónica le exigió en una carta abierta un público pedido de excusas, después de que en una fiesta de sus redes de televisión dijo a una actriz que hoy es ministro: "Si no estuviera ya casado te pediría de esposarme".

El primer ministro Berlusconi manifestó también que había "seducido" a la presidente de Finlandia, una señora que quedó estupefacta, para obtener el voto de Helsinski en favor de Parma como capital de un centro de agricultura europeo. El gobierno finlandés protestó oficialmente.

Link all'articolo:
http://www.clarin.com/diario/2009/02/18/elmundo/i-01860947.htm

mercoledì, ottobre 01, 2008

Viva il Maestro!!!

Ho passato una settimana a Madrid e guardate un pò cose c'era alla fermata dell'autobus... 

trad.

Luke Skywalker
sarebbe un'altro
Luke Skywalker
se non fosse 
esistito Obi-Wan
tutti abbiamo qualcuno da ringraziare per quello che siamo

carino no?

martedì, settembre 09, 2008

al lavoro

eccomi è quasi mezzanotte e io sono ancora qui in ufficio tutto solo ha fare calcoli sulla quantità di soldi che la compagnia deve fare per andare avanti in sudamerica, mi viene da pensare a volte come i destini delle persone, delle avventure ecc... finiscano per un semplice calcolo è giusto tutto questo?

venerdì, settembre 05, 2008

Tornato da Lima



rieccomi sono tornato a casa, non ho avuto molto tempo di vedere granché ma ecco un paio di foto del centro di coloniale di Lima.